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Avere e riconoscere…

Chi mette tempo a riconoscere i propri sentimenti, è perché non ne ha.

Io, Alessandro Bruno

La ragazza di carta – Guillaume Musso

Musso è un fenomeno letterario da anni ormai, spesso in testa delle classifiche di vendita, almeno in Francia e, proprio per questo, ho avuto tendenza a snobbarlo, con sdegno da intellettuale che si voleva superiore alle bassezze letterarie popolari. Era, pero’, una lacuna che volevo colmare, mi interessa sempre capire sia la genesi che la permanenza nel gradimento pubblico di un certo tipo di letteratura, anche se questa non corrisponde, almeno in linea teorica, ai miei gusti.

Ho cominciato da questo libro perché mi interessava la sinossi: una ragazza che si materializza da un libro di uno scrittore in pieno blocco.

L’inizio è patinato, sembra guardare alla tv un episodio di una di quelle telenovele USA, dove tutto luccica troppo, tutti sono troppo belli, tutti sono troppo stupidi. Mi faccio forza e vado avanti, la scrittura è semplice, le pagine scorrono. Resto aggrappato al testo più per la velocità di lettura che per un reale interesse, la storia pero’ è ben congegnata, il protagonista si trova davanti la materializzazione, in carne ed ossa, di una sua creazione letteraria. Dubbi, incredulità, fuga di fronte alla realtà, amicizia in bilico e drammi finanziari, incertezza di fronte ad un amore troppo importante perché finisca. C’è tutto, troppo, eppure leggo. Tanti avvenimenti, colpi di scena, rincorse, una caccia al tesoro si snoda capitolo dopo capitolo che scivola via, come acqua fresca nella calura estiva.

Il romanzo ha un non so che di artificiale, di troppo chirurgico, sembra una ricetta magica che una volta trovata ti tira fuori la Coca-Cola e diventi ricco. Ci sono i buoni sentimenti, la speranza in un futuro migliore, insomma tutti gli ingredienti del libro di massa sono presenti. Pero’, mi sono chiesto: è questo in sé un demerito? Se Guillaume Musso si diverte a scrivere questi libri e le persone amano leggerlo, è davvero una cattiva cosa? Insomma siamo in un epoca dove sui social, masse di imbecilli si sentono fini intellettuali, dove si leggono notizie ed articolo velocemente e distrattamente, se Musso riesce ad inchiodare i suoi lettori alle pagine di un libro, è davvero un problema per la produzione letteraria mondiale?

La risposta che mi sono dato è: no. Guillaume Musso, pur riproducendo come autore, in un certo senso, il cammino tracciato da Coelho, con dei libri di facile lettura, intrisi di crema chantilly ma ben strutturati, con un messaggio soggiacente positivo, merita rispetto perché propone messaggi semplici ma sinceri. C’è gente che legge le 50 sfumature di grigio per sognare una vita sessuale, proprio non me la sento di condannare chi scrive e legge per sognare una vita migliore. Anzi, diro’ di più, dandogli tutto il peso che merita ma ne leggero’ altri di Guillaume Musso.
Alla faccia di chi deve sempre rompere i coglioni.

Sensi di colpa…

I sensi di colpa, quasi sempre, te li costruisce chi ti ha, prima, costruito la gabbia da cui sei fuggito.

Io, Alessandro Bruno

Cuori anestetizzati…

E’ un’illusione credere che un cuore anestetizzato al dolore resti sano, è insensibile anche alla gioia e poi si secca.

Io, Alessandro Bruno

Io sono…

Io sono fatto d’istinto e rabbia, di bruciore di fiamma, di volte di fumo e di calamai pieni di inchiostro che macchia fogli e le dita, io sono fatto di tormento e di sangue che pulsa, rosso come vino, da bere, da succhiare e mordere, inebriato dal profumo di indomita selvaggia dolcezza, di occhi liquidi che mi sanno guardare, di fretta paziente, di una musica bassa, di voci sparite che raccontano di antichi dolori e di sorrisi sinceri, di silenzio, di pensiero e di corpo, di sentimenti inconfessati, di un groppo in gola, di mani che mi afferrano e m’inchiodano al muro.
Io sono il custode degli attimi.

Io, Alessandro Bruno

Buoni sentimenti…

I buoni sentimenti mi hanno sempre fatto schifo. Io odio chi mi odia.

Io, Alessandro Bruno

Esprimere…

Non bisognerebbe mai vergognarsi dei propri sentimenti, ma solo di non aver imparato ad esprimerli.

Io, Alessandro Bruno

Teoremi e sentimenti…

I sentimenti sono come i teoremi : vanno dimostrati.

Io, Alessandro Bruno

Atti e sentimenti…

I miei atti sono stati spesso sbagliati, i sentimenti che li animavano quasi mai.

Io, Alessandro Bruno