Tag Archives: relazioni

Orgoglio…

L’orgoglio è l’acido in cui sciogliamo relazioni ed opportunità.

Io, Alessandro Bruno

Strane relazioni…

 

Strane relazioni, quelle col freno a mano tirato, relazioni da metronomi starati e spartiti sporcati da semicrome discordanti, bicchieri che tintinnano insieme ma che, poi, si svuotano da soli. Io ho sempre vissuto di pallottole prese in pieno petto, che bruciano la pelle, di dolore o di piacere, lentamente, come sigarette lasciate in un posacenere di un fumoir ottocentesco.
Diffido del tempo e delle sue presunte cure, il mio medico è nell’intensità di un singolo momento, in cui posso, finalmente, dimenticare tutto.

La credibilità…

La credibilità è il cumulo di fiches che si possono giocare al tavolo delle relazioni umane. Un patrimonio prezioso, difficile da costruire e facile da dilapidare.

Io, Alessandro Bruno

Tagliare i ponti…

I ponti raramente si tagliano di proposito, per lo più crollano da soli perché si consumano per l’incuria. Soprattutto quando si è soli ad aggiustarli e non si ha più la forza di ripararli.

Io, Alessandro Bruno

Asociali…

Le uniche relazioni sociali che amo son quelle che scelgo. La selettività è il vezzo snob degli asociali.

Io, Alessandro Bruno

Les Liaisons Dangereuses – Laclos

Il libertinaggio, il controllo di se, dell’altro, l’assenza di emozione. La sfida. Umana? No, diabolica. Perfida, appagante in un concentrico ripetersi di sfide e vittorie. L’arte è quella di Pierre Ambroise François Choderlos de Laclos. Uno scrittore? No, un militare. Illuminato, immenso, sprecato nei pressi della polvere da sparo che, nel suo caso, risiedeva in una piuma, quella che impugnava nelle lunghe ore passate presso il Marchese di Montalembert. 1779, è l’anno in cui Laclos comincia a scrivere uno dei capolavori più grandi della letteratura francese. Esagerato? Si, lo sono sempre ma solo uno stupido potrebbe affermare il contrario. Laclos ha tante voci quanti sono i suoi personaggi, cambia stile, tono, accento, profondità. E’ uomo e donna, è ragazza vergine e innocente, è nobile, povero, è giovane e innamorato. E’ creatore. E’ arte.

Les Liaisons dangereuses non è un libro come un altro, non è possibile condensarlo neanche in un film, nonostante quello di Stephen Frears sia un affresco emozionante. E’ la Commedia Umana di Balzac del libertinaggio condensata in un magistrale scambio epistolare. Il veleno aspro e anestetizzante di Madame de Merteuil e la sfrontatezza di Valmont solcano righi come aratri nel terreno dell’animo umano, debole, corruttore e corrompibile. Ogni parola una sfida, ogni sfida una lettera, pesante come una condanna all’inferno, leggera come un foglio di carta, un papiro.
Vittime, nuove, fresche, da scegliere, con cui giocare. Madame de Tourvel, troppo gentile, timorata, eppure donna ma troppo pura; o Cécile, pronta alle nozze, da preparare alla prima notte di nozze. Pupazzi e burattini a danzare nel teatrino di Valmont e Merteuil. Danceny e la sua musica non possono rivaleggiare con le sinfonie di scaltrezze del mirabile Valmont. Troppo giovane, troppo innocuo, troppo buono, normale, ordinario. La perversione è negare se stessi fin al paradosso. Ce n’est pas ma faute, ripete Valmont alla sua vittima più triste, alla sua conquista più sublime. Ce n’est pas ma faute. E’ più forte di lui. E’ più forte di noi. Come resistere a se stessi? Si puo’ davvero?

Fino alla morte, fino alla fine. Laclos ci fa danzare, fra un carteggio ed un altro, ricama lettere come merletti settecenteschi. Delicatamente sevizia i suoi personaggi e ci sevizia, con un sorriso obliquo, libertino, ci seduce e ci porta nel suo mondo, perverso eppure cosi’ intrigante, magico, unico. Giardini, sole, passeggiate e donne da conquistare o uomini da far tremare, ai propri piedi. Reali senza corona che comandano su Parigi, la Francia, il mondo intero. Seduzione, seduzione ed ancora seduzione. Vanità, potenza e orgoglio. Incessante, lettera dopo lettera, corriere dopo corriere, coltelli che strappano buste per scoprirne il contenuto, la missiva che svela la verità, che lancia il prossimo guanto di sfida, la foto descritta del sacrificio umano da consacrare sull’altare della propria scellerata frivolezza. Si corrompe un mondo già corrotto, si strappa il velo di ipocrisia che copre la società perbenista. Laclos lo sa meglio di noi, lui ci viveva in quella società e ce la offre, su un piatto d’argento, d’oro, come le lettere che cesella nel marmo della storia letteraria.

Les liaisons dangereuses è un capolavoro assoluto, da leggere e rileggere, da imparare a memoria se possibile. Per innamorarsi ed odiare, per guardare dentro di noi, per capire che il libertinaggio è umano e senza tempo, per chi lo sceglie, perché giocare col fuoco, con la seduzione e col sesso è terribilmente eccitante, ardente, l’essenza stessa della vita, talmente densa da poter finirne uccisi. Come in un duello all’ultimo sangue, di quel sangue con cui firmeremmo la dichiarazione d’amore all’unica donna che ci rendiamo conto, talvolta troppo tardi, di amare.

In italiano in edizione Feltrinelli:

Il sacco dei propri problemi…

Molti infilano la testa nel sacco dei propri problemi e dimenticano di vivere. Fuori. Nel mondo.

Io, Alessandro Bruno