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Mentire…

Fingo sempre di credere alle bugie che mi dicono; se si sente il bisogno di mentire è perché non si accetta la propria realtà, è una punizione severa già cosi’, senza il mio scherno.

Io, Alessandro Bruno

Sentieri nella foresta…

C’è, in ogni foresta, un sentiero che scende, profondo, contorto e pericoloso che conduce fino all’entrata, coperta da foglie, della grotta dove si nascondono spettri, che ci hanno insegnato a temere. Proprio di fianco al teatro di marionette ed all’armadio coi vestiti da clown, c’è la scatola di velluto che contiene cianfrusaglie e desideri inconfessabili, quelli che ci inchiodano alla nostra tristezza e ci fanno sembrare deboli, come non vorremmo.
Attraverso i riflessi liquidi di un bicchiere, illuminata dalla fiamma tremula di una torcia appesa al muro di pietra, si avvicina una fata. Vestita di nero, dal sorriso perso e triste, senza parlare, ci indica un’unica strada, buia, angusta e fredda, eppure rassicurante.
Oltre la porta di legno e ferro intarsiato fuori piove, i capelli bagnati si incollano alla faccia e il trucco pesante intorno agli occhi si scioglie. Dietro di noi la porta di ruggine e spavento si chiude rumorosamente, la scala che ci riporta in superficie aspetta scivolosa, la fata alla finestra ci fa segno di no con la testa.
Il coraggio si nasconde in una voce, in una mano sicura o in un sorriso complice, in un’azione fulminea o in un soffio possente di un dio antico che dissipi l’illusione e ricrei la realtà.
Intanto, fra le pietre del selciato, disseminate come dubbi e ricordi ed appena nascoste dall’umido terriccio della tristezza,  decine parole, lucide come rosse e fresche tracce di sangue. Il mio.
Ed a raccoglierlo, l’ampolla bucata del vuoto, tenuta dalle mani trasparenti di nessuno.

Pensare e vivere…

Amo pensare la mia realtà e, solo dopo, viverla. Non l’inverso.

Io, Alessandro Bruno

Crescere…

Crescere, significa sopportare il peso della cassapanca che contiene tutti i veli dell’illusione che abbiamo staccato dal quadro della realtà.

Io, Alessandro Bruno

Compagno di giochi…

Il compagno di giochi preferito della paura è il fantasma della follia.

Io, Alessandro Bruno

Bolle di paradiso…

Costruire bolle di paradisi perfetti non fa sfuggire dall’inferno che li ingloba.

Io, Alessandro Bruno

L’illusione…

L’illusione è un abito sgargiante che vola via troppo presto rendendo il grigio della realtà pesante come piombo.

Io, Alessandro Bruno

Pareti digitali…

Le pareti digitali racchiudono stanze dove si tiene prigioniera la realtà.

Io, Alessandro Bruno

Realtà virtuale…

Della realtà virtuale amo solo la realtà, del virtuale non so che farmene.

Io, Alessandro Bruno

Ho spento internet

Ho spento internet e il suo universo digitale, riverbero di una realtà sempre più sbiadita, e son partito in un viaggio fatto solo di reale, alla riscoperta del tatto, dell’odorato, di un suono di voce, della piega all’angolo di un occhio che sorride; alla riscoperta del prossimo, fisico, tridimensionale.

A volte ci lasciamo risucchiare e non sappiamo più se usiamo un mezzo o il mezzo siamo noi, neuroni viventi di un enorme, planetario cervello sintetico. Sempre più immobili, sempre più muti, con per voce il solo ticchettio di tasti. Con gli occhi stanchi e il cuore palpitante, euforico per uno spazio infinito dove planare con le ali di una libertà impensabile. E alle spalle dei miopi calano sbarre di luce, invalicabili prigioni dove la memoria del contatto rimbomba come un’eco lontana. E poi il silenzio.

Io ho bisogno di realtà.