Tag Archives: patrimonio

Patrimonio Unesco…

Il Patrimonio Mondiale dell’Unesco non sarà mai davvero legittimo finché non includerà anche gli zucchini alla scapece.

Io, Alessandro Bruno

Patrimoni…

Nonostante tutto siamo impastati dalla nostra cultura e storia. Siam fatti di luoghi e dialetti, di modo di comunicare e di silenzi. E’ il mio patrimonio che vedo andar via, come da un tubo bucato dall’indifferenza.

Io, Alessandro Bruno

La credibilità…

La credibilità è il cumulo di fiches che si possono giocare al tavolo delle relazioni umane. Un patrimonio prezioso, difficile da costruire e facile da dilapidare.

Io, Alessandro Bruno

Patrimonio – Philip Roth

Uno scrittore non guarda, non sente. Registra. Specula, assorbe, raramente vola lontano. Uno scrittore adulto, navigato, anziano, da sempre, lo fa malgrado se stesso. Quando poi il rapporto gerarchico naturale genitore-figlio si inverte perché la vita lo richiede, allora non può che uscirne un gran bel libro. Duro come pietra, talmente vero,  spietato, come la realtà, come la letteratura non sa dire.

Roth accompagna suo padre, già molto anziano, lungo l’esperienza di un tumore al cervello che deforma quel viso di uomo umile ma onesto. Cosa dire? Cosa non dire? Come dirlo? La malattia di un genitore ti pone di fronte a dei dubbi che raramente si è portati a porsi. Queste persone, forti, dall’aria invincibile, indistruttibile d’un tratto ci sembrano fragili, leggere come foglie. Mortali. Terribilmente deperibili. Come una frutta fresca che ha dimenticato il sole che l’ha nutrita.

Il labirinto delle scelte e l’atroce tortura di aver imboccato la strada sbagliata. Ma esiste una strada ottimale? Ci son strade che si rivelano solo percorrendole. E Roth ci accompagna in questo percorso, talvolta condividendo il sorriso di un imbarazzo o di un ricordo confuso di un vecchio alle prese con il proprio tempo rimasto, con una malattia, assunta e poi rifiutata. Alle prese, fondamentalmente, con una speranza. La speranza che assume tante facce quanto sono gli spigoli dell’animo umano; la speranza di un figlio e quella di una compagna. La speranza di un uomo che ha ancora voglia di dire qualcosa, di condividere, di consegnare alle nuove generazioni la memoria di futilità ma, per lui, fondamentali.

Qual’è il Patrimonio che i nostri genitori ci lasciano per davvero? Per alcuni è il denaro, per altri, come per Roth, e come per me, è la storia del quotidiano, di emozioni e di errori, di scelte, di possibilità, di ricordi, di azioni insensate, disperate, ragionevoli anche quando ci sembrano incomprensibili. Chi vive, come un funambolo, su un capello sottile di emozioni da scrivere per comprenderle, la precarietà è costante, spesso insopportabile ma è inevitabile. Ci irrigidiamo di fronte al salto generazionale che scava fossati fra noi e questi genitori d’altri tempi, di cui non capiamo le movenze esistenziali, nonostante ci sforziamo di comprenderle. Eppure nel momento in cui li ritroviamo, minuscoli come feti, raggomitolati nel loro dispiacere malcelato, non c’è spazio che per un abbraccio e per la forza che un figlio, puo’ e deve ritrovare. Perché è l’unico modo per dire “grazie”. Per la vita.

Philip Roth, Patrimonio, una storia vera. Edizioni Einaudi