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Parigi con i primi caldi…

Parigi con i primi caldi si esalta: al penetrante ed acre puzzo di piscio del metro, si mescola l’immondo tanfo della fetida umanità che la popola. E’ la cloaca esteticamente più bella del mondo.

Parigi

Stanno bruciando la mia Parigi perché è troppo bella per la gretta gelosia di anime nere.

Parigi è troppo immensa per chiudere la piccolezza. Parigi è senza tempo e non si inginocchia, non può, perché Parigi piange ma non perde mai la dignità.

Parigi è superba, elegante ma generosa, troppo, ed è per questo che Parigi si rispetta, si deve rispettare perché Parigi è il progresso del pensiero, è la Storia.

Parigi è eterna, nei rintocchi di Notre Dame, nel silenzio della Senna, nelle luci fioche e nel profumo di croissant, nella pioggia fina e nei tetti grigi e sporcarla di sangue innocente è vile. E’ il gesto di chi non sa leggere, di chi non sa studiare, di chi ha il cazzo piccolo e la figa di legno, di chi non sa campare, di chi non conosce la filosofia, la scrittura, la lettura, di chi non sa bere, vivere, gioire, amare un Dio, ascoltare musica e guardare le stelle, ammirare un dipinto e di chi non sa passeggiare mano nella mano con una persona amata.

J’aime Paris, la mia Principessa d’Europa.

Voi che la insozzate, si proprio voi, voi siete indegni di tanta bellezza.

Siete indegni di me.

Ed io vi odio.

La Marche Républicaine…

La Marche Républicaine di Parigi è l’ondata emotiva che poi, al riflusso, lascia l’immondizia sulla spiaggia della realtà.

Io, Alessandro Bruno

Carne da macello…

Qui a Parigi, laici, cristiani, europei, siamo tutti carne da macello, halal naturalmente.

Io, Alessandro Bruno

Parigi col sole…

Parigi col sole non è una città,è una bocca in cui perdersi in un bacio infinito.

Io Alessandro Bruno

La casa di Balzac

Parigi è la prima meta turistica al mondo, di certo non a caso: arte, storia, cultura, sesso, buona cucina e romantiche promenades, sono solo una parte degli innumerevoli tesori che questa città offre a chi la visita e a chi ci abita.

Nel cuore di uno dei quartieri diventati, col tempo, fra i più chic di questa splendida metropoli, c’è una gemma che meriterebbe qualche ora del proprio tempo, soprattutto da parte di chi ama la letteratura: la casa di Balzac.

Nel cuore di Passy, un piccolo villaggio annesso da Parigi nel 1860, si puo’ visitaregratuitamente la casa dove, dal 1840, ha vissuto Honoré de Balzac. Al di là del piacere di passeggiare nello stesso piccolo giardino dove, talvolta, il sublime scrittore trovava ispirazione, al suo interno si puo’ fare un tuffo nella storia della genesi de La Comédie Humaine.

Si possono leggere i manoscritti originali, con le correzioni, riflessioni, cancellature di uno scrittore che plasma i propri scritti come creta. Si puo’ vedere la caffettiera grazie alla quale Balzac si teneva sveglio nelle lunghe giornate e nottate di scrittura (e leggere una sua dedica al caffè, bevanda alla quale era enormemente riconoscente), si puo’ vedere il suo bastone da passeggio, prezioso e narcisistico, leggere alcune sue lettere all’amata Eva Hanska e raccogliersi davanti alla scrivania dove è stata concepita una delle più grandi opere della letteratura mondiale.

La Casa di Balzac è ancora avviluppata da un alone antico, come un reperto archeologico ritrovato dopo anni di oblio; silenziosa e discreta, come lo era suo abitante alle prese con le difficoltà economiche di uno scrittore ancora sconosciuto ma divorato dalla voglia di incidere la carta con pennini avidi d’inchiostro. E’ un breve viaggio nell’universo di un letterato, senza per questo sentirsi invasori di un’intimità. E’ un omaggio all’arte, alla letteratura, alla creatività, alla tenacia di un carattere sensibile ma determinato. Un breve volo su un universo che t’invita a specchiartici dentro, perché ognuno di noi, grazie a Balzac, ha posto nella Comédie Humaine.

Maison de Balzac
47, rue Raynouard – 75016 – Paris (Métro: Passsy o La Muette)
www.balzac.paris.fr