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Essere e sentire…

Non si è mai all’altezza, se non ci si sente tali.

Io, Alessandro Bruno

Se fossi in te…

“Se fossi in te…”
“…Saresti meno cretino e avresti imparato a farti i cazzi tuoi”

Con l’età sto diventando sempre più antipatico…

Io, Alessandro Bruno

Compagnia e non…

C’è chi sta in compagnia e chi crede di esserlo ma, invece, si trova solo  in una, formale e triste, assenza di solitudine.

Io, Alessandro Bruno

Apparire…

Non mi interessa apparire migliore di quello che sono, ma non tollero apparire peggio.

Io, Alessandro Bruno

La mia musica…

Ieri ero triste di quelle tristezze improvvise, che vengono da lontano e ti assalgono con un coltello alla gola, come banditi ottocenteschi nei vicoli umidi del porto di Londra.

Poi un bip digitale mi annuncia l’arrivo di una mail, era il mio spacciatore di bootleg di Prince, un inglese più bislacco di me, di cui conquistai la fedeltà incondizionata quando gli passai, gratuitamente e senza fare troppe storie, una registrazione, all’epoca abbastanza rara, di una cassetta fatta distribuire da Prince in occasione di una sfilata di Versace, in una Paris Fashion Week, l’8 luglio del 1995.

Scorro la mail e nel suo file c’erano cinque registrazioni soundboard e qualche outtakes, una decina, che non avevo ancora mai ascoltato. Ottimo. Indosso le cuffie e lancio la musica, l’incantesimo che sorge dalle nebbie, la musica che mi accompagna, imprescindibile, sempre, ineluttabilmente, sotto pelle, nelle pulsazioni della giugulare, sotto le lenzuola e in auto, nel viaggio che, infinito, mi stravolge e definisce. La mia musica.

Ed in quel momento preciso, proprio quando cominciano le prime note, che la mia città segreta riprende vita, come emersa da carta di giornale bagnata di antica emozione, le finestre si illuminano e le strade si riempiono di personaggi impastati di canzoni e mie fantasie. La tristezza mi toglie il coltello dalla gola e mi bacia leggermente le labbra su cui ci passo la lingua.
E proprio mentre la musica gira, è proprio in quel momento preciso che comincio a ricordare chi sono.

Io sono…

Io sono fatto d’istinto e rabbia, di bruciore di fiamma, di volte di fumo e di calamai pieni di inchiostro che macchia fogli e le dita, io sono fatto di tormento e di sangue che pulsa, rosso come vino, da bere, da succhiare e mordere, inebriato dal profumo di indomita selvaggia dolcezza, di occhi liquidi che mi sanno guardare, di fretta paziente, di una musica bassa, di voci sparite che raccontano di antichi dolori e di sorrisi sinceri, di silenzio, di pensiero e di corpo, di sentimenti inconfessati, di un groppo in gola, di mani che mi afferrano e m’inchiodano al muro.
Io sono il custode degli attimi.

Io, Alessandro Bruno

Il meglio di se…

Spesso do il meglio di me, dando il peggio di me.

Io, Alessandro Bruno

Stare e dimenticare…

Star male è terribile, non riuscire a dimenticare di esserlo è, forse, peggio.

Io, Alessandro Bruno

La saggezza…

La moderazione mi ha sempre affascinato molto. Ho sempre pensato che se fossi più moderato, beh, non sarei io.

Io, Alessandro Bruno

Il gruppo dei cattivi…

Quando la maggioranza tiene tanto ad apparire buona, tollerante, aperta e moderna è il segno che è tempo di appartenere con orgoglio al gruppo minoritario dei cattivi.

Io, Alessandro Bruno