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Conformisti e costipazione esistenziale…

Ho dovuto quasi nascondere, per anni, che sono un curioso, dispersivo, entusiasta. Mi piace approfondire, leggere e studiare cio’ che mi titilla, ascoltare la musica che mi riempie e mi ispira, riempirmi la mente di densità, di tele e pagine stampate, amo farmi sparare in pieno petto da emozioni. Saltare fra idee e spunti di colore, suoni e lettere, in una danza, inebriante ed onirica delle uniche cose che, con un passato sempre più lontano ed un futuro sempre più inconcepibile, per me, davano e danno senso al singolo istante presente.
Per orde di macachi aridi, vili e conformisti, attaccati alla loro bieca interpretazione contabile della vita, era una perdita di tempo di cui me ne sarei dovuto vergognare. Troppo fuori schema, uno stivale sporco in mezzo al reggimento. Un tragico belato mancante.
Stolti, ma come potrei mai vergognarmi della mia autenticità, fatta di sensibilità, sangue, cultura e arte?
Del resto, come avrebbero potuto capire?
E, mai come oggi, che sono, o mi sento, profondamente libero, cago loro in testa. A tutti.

Con profondo e sincero disprezzo,
Vostro
Alessandro

24 dicembre…

Da bambino la Vigilia di Natale, con il mio compleanno, era il mio giorno preferito dell’anno.
Attesa, luci, un pizzico di ansia, voglia di famiglia, profumi buoni e sorrisi, una partita a scacchi diventata tradizionale, vino, zii che si addormentano e carta da regalo da stracciare. Poi un buio cupo e pesante…
Ora un raggio di una stella che mi illumina il cuore, solo un po’ più vecchio e gonfio ma ancora pulsante ed indomito. Ad ognuno spetta una cometa, ma solo per chi rifiuta la stanchezza e si sforza di guardare ancora il cielo.
Auguri a tutti.

Io, Alessandro Bruno

Dosaggi…

Le connessioni si creano con un equilibrato impasto di dosaggi. Con la sola dolcezza o ferocia si ottiene non un’emozione, ma una fugace reazione.

Io, Alessandro Bruno

La mia musica…

Ieri ero triste di quelle tristezze improvvise, che vengono da lontano e ti assalgono con un coltello alla gola, come banditi ottocenteschi nei vicoli umidi del porto di Londra.

Poi un bip digitale mi annuncia l’arrivo di una mail, era il mio spacciatore di bootleg di Prince, un inglese più bislacco di me, di cui conquistai la fedeltà incondizionata quando gli passai, gratuitamente e senza fare troppe storie, una registrazione, all’epoca abbastanza rara, di una cassetta fatta distribuire da Prince in occasione di una sfilata di Versace, in una Paris Fashion Week, l’8 luglio del 1995.

Scorro la mail e nel suo file c’erano cinque registrazioni soundboard e qualche outtakes, una decina, che non avevo ancora mai ascoltato. Ottimo. Indosso le cuffie e lancio la musica, l’incantesimo che sorge dalle nebbie, la musica che mi accompagna, imprescindibile, sempre, ineluttabilmente, sotto pelle, nelle pulsazioni della giugulare, sotto le lenzuola e in auto, nel viaggio che, infinito, mi stravolge e definisce. La mia musica.

Ed in quel momento preciso, proprio quando cominciano le prime note, che la mia città segreta riprende vita, come emersa da carta di giornale bagnata di antica emozione, le finestre si illuminano e le strade si riempiono di personaggi impastati di canzoni e mie fantasie. La tristezza mi toglie il coltello dalla gola e mi bacia leggermente le labbra su cui ci passo la lingua.
E proprio mentre la musica gira, è proprio in quel momento preciso che comincio a ricordare chi sono.

Buon 2016…

Nel 2016 auguro, a me stesso ed a chiunque lo voglia, di riprovare quella sensazione breve, di incontenibile euforia ed incredulità, che si prova dopo un primo bacio.

Io, Alessandro Bruno

Lasciar andare…

E’ difficile rassegnarsi a lasciar andar via non le persone ma le emozioni che ci hanno provocato.

Io, Alessandro Bruno

I moti emotivi…

I moti emotivi sono gli smottamenti intestinali della società. Il prodotto è liberatorio, certo, ma spesso fetido.

Io, Alessandro Bruno

Chiedere scusa…

Quando mi si chiede scusa mi commuovo sempre un po’; come se trovassi un, oramai sempre più raro, fossile, ma non d’umiltà, di umanità.

Io, Alessandro Bruno

AzionEmozione…

La freddezza nell’azione non implica immunità all’emozione.

Io, Alessandro Bruno