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Cultura e competenza…

Se tutti iniziano a pensare che cultura o competenza non siano più garanzia di sicurezza e che lo sia solo la semplicità dell’uomo della strada, allora sbagliano tutti.

Io, Alessandro Bruno

Ignoranza sprezzante…

L’ignoranza è sempre e solo sprezzante.
Se non lo fosse, sarebbe diventata cultura.

Io, Alessandro Bruno

La Rabbia e L’Orgoglio – Oriana Fallaci

Io sono un uomo colto, perché sono un uomo libero. Leggo cio’ che voglio, quando voglio, perché le idee me le faccio da solo, non accetto che me le dettino. Perché sono un uomo libero e, quindi, colto.

Ho ignorato questo libro a lungo, pur amando gli altri libri della Fallaci (magari un giorno li rileggero’ e ne faro’ una recensione su questo sito) avevo una vaga idea di cosa potesse contenere questo e non mi interessava il soggetto, oramai oltremodo inflazionato, stucchevole e di cui, in tutta onestà e franchezza, ecco, me ne sbatto i coglioni.

Poi, pero’, questo libro, come la sua autrice, è stata messa all’indice dalla censura mainstream e benpensante e siccome io non solo un benpensante ma un inveterato malpensante e, ancor peggio, ho un debole per gli stronzi, che trovo irresistibili, perché quasi sempre passa per stronzo chi dice la verità, mi sono detto che era tempo di colmare la lacuna.

Del resto all’indice ci sono finiti Balzac, Cartesio, Diderot, Dumas, Sade, Montaigne, Montesquieu, Spinoza, Voltaire, Moravia, Foscolo, Galilei, insomma non gli ultimi imbecilli, di sicuro meno imbecilli di quelli che li hanno messi all’indice, mi son detto che anche per la Fallaci poteva essere cosi’ e sono andato a verificare.

La Oriana Fallaci è una giornalista, di guerra, una che ne ha viste tante, forse troppe, quindi ha uno stile crudo, secco, spoglio da ogni fronzolo piacente. Lei spara pallottole, per far riflettere, non sentenze. Le sentenze sono “razzista”, “fascista”, accuse infamanti di chi vuole rifuggire ogni dialogo e riflessione. La Fallaci non spara sentenze ma costruisce, in questo saggio, un ragionamento.

Il ragionamento, lo dico a beneficio di chi spara sentenze e che, quindi, non è abituato alla pratica della logica ma solo al piscio gocciolante della propria prostata neuronale slabbrata, è un insieme di frasi, legate da una struttura logica, al fine di dimostrare un teorema.

Ora, che il teorema della Fallaci possa esser falso o vero, non lo so, mi interessa anche relativamente perché da un punto di vista letterario e culturale, resta, comunque, un teorema ben costruito, di sicuro meglio elaborato di chi bela “cacca, pipi, razzista, fascista” ed altri insulti a piacere. Detto questo, una volta finito ho cercato sul net un libro che, con lo stesso rigore intellettuale, contraddicesse i fatti presentati dalla Fallaci, che li contraddicesse con rigore scientifico, letterario, culturale, che li smontasse come si smontano, appunto, i teoremi matematici, perché questo saggio non è null’altro che questo, a cui è trovata una falla.

Beh, non ho trovato nulla, solo vari atti di fede, vaghi, tipo: “non è questo il vero islam”. E allora qual è? No, non parlo dal punto di vista teologico, me ne fotto, non faccio il teologo, voglio osservare il fenomeno sociale e democratico degli stati islamici, qual è il vero islam, quello che smonta il teorema della Fallaci?

Ecco, vorrei tanto leggere un libro che me lo spieghi, con la stessa chiarezza usata dalla giornalista e scrittrice fiorentina, no, non tutta una serie di luoghi comuni o assiomi:”beh è cosi’ e se asserisci il contrario sei razzista, fascista, cacca, pipi’, proprio come la Fallaci”, fatti, vorrei un libro che portasse fatti, ragionamento, cultura.

Perché io sono un uomo libero e quindi colto e quindi leggo anche libri che sono scomodi o che non mi piacciono o che non condivido, perché le idee, me le faccio io. Ed è per questo che non dico se mi è piaciuto o meno il contenuto, mi è piaciuta la forma, l’arringa, la costruzione del teorema. Smentitela con le stesse armi, se avete coraggio e lo spessore, andrà benissimo e, credo, la Fallaci stessa apprezzerebbe.

Ma basta col qualunquismo da social network pieno di accuse all’acqua di rose, facciamo cultura, costruiamo libertà, leggiamo anche i libri che non condividiamo, per controbattere meglio nel merito, con cognizione di causa, ad infangare siam bravi tutti, anzi son bravi tutti, io no, perché sono un uomo libero, perché sono un uomo colto, perché prima di criticare, leggo, studio, mi faccio un’idea mia, perché sono un uomo colto e quindi un uomo libero.

Conformisti e costipazione esistenziale…

Ho dovuto quasi nascondere, per anni, che sono un curioso, dispersivo, entusiasta. Mi piace approfondire, leggere e studiare cio’ che mi titilla, ascoltare la musica che mi riempie e mi ispira, riempirmi la mente di densità, di tele e pagine stampate, amo farmi sparare in pieno petto da emozioni. Saltare fra idee e spunti di colore, suoni e lettere, in una danza, inebriante ed onirica delle uniche cose che, con un passato sempre più lontano ed un futuro sempre più inconcepibile, per me, davano e danno senso al singolo istante presente.
Per orde di macachi aridi, vili e conformisti, attaccati alla loro bieca interpretazione contabile della vita, era una perdita di tempo di cui me ne sarei dovuto vergognare. Troppo fuori schema, uno stivale sporco in mezzo al reggimento. Un tragico belato mancante.
Stolti, ma come potrei mai vergognarmi della mia autenticità, fatta di sensibilità, sangue, cultura e arte?
Del resto, come avrebbero potuto capire?
E, mai come oggi, che sono, o mi sento, profondamente libero, cago loro in testa. A tutti.

Con profondo e sincero disprezzo,
Vostro
Alessandro

Patrimoni…

Nonostante tutto siamo impastati dalla nostra cultura e storia. Siam fatti di luoghi e dialetti, di modo di comunicare e di silenzi. E’ il mio patrimonio che vedo andar via, come da un tubo bucato dall’indifferenza.

Io, Alessandro Bruno

La fucilazione della cultura…

Ricordo con nostalgia le ricerche sulle enciclopedie, nelle biblioteche, nelle emeroteche. Questo insegnava e ricordava a tutti noi che la conoscenza era un atto positivo. Un’affermazione di volontà. Una conquista lenta. Di selezione ed elaborazione, fra carta ed appunti, fra occhi stanchi e sorrisi soddisfatti di comprensione.
Oggi la conoscenza la si crede fatta di click veloci come spari. E’ il rumore della fucilazione della cultura.

Io, Alessandro Bruno

Io sono razzista…

Io sono razzista perché non voglio essere assimilato alla cultura musulmana? Io sono razzista perché sono contento che l’Europa ha prodotto Leonardo, Michelangelo, Monet, Kant e Joyce? Io sono razzista perché non ho vergogna di essere europeo. Io sono razzista perché appartengo ad una cultura millenaria che si basa su Aristotele, Platone e Socrate? Si, allora io sono razzista.

Io, Alessandro Bruno

Imparare una lingua…

Imparare una lingua è tuffarsi nelle profondità di una cultura.

Io, Alessandro Bruno