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Regine di cuori…

Ho incontrato tante Regine, dalla bellezza folgorante , dall’intelligenza sottile e con una Corte sontuosa che, vittime della loro vanità, non avevano capito che avevano a che fare con un Imperatore.

Io, Alessandro Bruno

9862 giorni…

Tu un gigante, io minuscolo.
Tu, infinito, nell’infinito, io, solo, a masticare pietrisco.
Roccia franata presto, montagna dal cuore stanco.
Sorriso di amico, abbraccio di sicurezza, parole di giustizia.
Cerco, ogni giorno, fra le nuvole della mia mente e nei cieli dei ricordi,
quella mano grande che mi accarezzava il viso e quella voce solida che mi diceva: ti voglio bene.
Tu un gigante, io sempre minuscolo.
Tu, infinito nell’infinito. Io, solo, a masticare pietrisco.

Mi manchi, Papà. Indicibilmente.

Alessandro

Senza Coraggio…

Non esiste amore o passione senza coraggio. La paura è egoista e l’egoismo non insegna mai ad amare.

Io, Alessandro Bruno

Buoni sentimenti…

I buoni sentimenti mi hanno sempre fatto schifo. Io odio chi mi odia.

Io, Alessandro Bruno

Provare, dare, imporre…

Provare amore non è darlo. E darlo non è imporlo. E’ come un’offerta silenziosa e discreta in una chiesa.

Io, Alessandro Bruno

Amore rosso sangue…

Il sangue è rosso, il rosso è il colore dell’amore e la Francia è terra d’amore.

Io, Alessandro Bruno

Alchimie mentali…

La mia forza mentale non ha niente a che vedere con la ferrea volontà. E’ una delicata alchimia fra inspiegabile amore per la vita, bizzarra creatività, cupo e lancinante dolore e, soprattutto, incontenibile, schiumante e deflagrante rabbia.

Io, Alessandro Bruno

In amore vince chi fugge…

Ripenso spesso ad un pranzo di, ahimè, troppo tempo fa con un carissimo amico.
Eravamo in un bel ristorante di Napoli e fra uno spaghetto a vongole ed un calamaro arrostito, probabilmente ispirati dal mare, riflettevamo sul detto :”In amore vince chi fugge”.
Convenimmo, ben prima di ricorrere al vino bianco, che la risposta più adeguata era:”Rallenta pure che io, tanto, non mi fido di muovermi”.

Crimini irreparabili…

I sogni hanno il difetto di essere troppo belli e nessuno ci crede. Le persone li vedono inarrivabili e lontani, eppure a volte sono là, concreti e pulsanti, a portata di mano, a ricordarci che la vita è stupore e magia.
Poi, d’improvviso, uno schianto. Ma non il nostro, cio’ che sentiamo è il rumore di quei sogni tirati giù, come lacrime, con le corde dell’incredulità e della paura, per farli infrangere, uno ad uno, ai nostri piedi.
E, questo, è un crimine irreparabile. Per noi e per tutti coloro che si feriscono con le loro schegge.

Pietre preziose…

 

Io sono un misantropo. Non mi piacciono le persone, mi stufano, mi stancano, mi alienano, fondamentalmente non mi interessano. C’è chi non dice tutto, chi troppo, mai il giusto, l’eccesso è diventato cosi’ tanto prevedibile che non m’insegnano nulla. Poi, mentre passeggio borbottando nei cunicoli bui della mia grotta, talvolta m’imbatto in qualche gemma incastonata in una parete, che lascia brillare un universo proprio, ricco e articolato, staccato dal quadro piatto e immacolato della banalità.
Oggetti rari e spigolosi, tagliati male ma comunque, proprio per questo, di una bizzarra perfezione, come quelle pose statiche nelle foto in bianco e nero. Ne subisco il fascino, inebriato, come investito da un profumo esotico arrivato dall’antichità, per me diventa irresistibile l’impulso di osservarli, se posso in silenzio, per catturare quei bagliori di spontanea verità di cui brillano. Una sporca ed ingenua purezza che fuoriesce, incantevole, dalla pietra grezza che si nasconde, spesso inconsapevole della propria bellezza, nella roccia.
Io non lavoro le pietre preziose, non ne sono capace, provo a rubarne solo attimi di meraviglia. Ne stacco, maldestramente, solo qualche piccolo pezzo, per ricordarmi, ogni volta che apro lo scrigno dove li custodisco gelosamente, che la bellezza, da qualche parte, esiste ancora.