Aspettative infondate…

Chi resiste a costruire (egoistiche) aspettative su di noi, spesso, vede meglio il nostro lato migliore. Ed è, altrettanto spesso, anche ciò che ottiene.

Io, Alessandro Bruno

Il Caso Bellwether – Benjamin Wood

Il Caso Bellwether è il primo libro di Benjamin Wood, un giovane autore inglese, e, appena letta l’ultima riga, mi sono detto che non poteva esserci esordio migliore.

Eden Bellwether è un musicista sublime, virtuoso dell’organo dal quale riesce a sprigionare un’energia eterea, ultraterrena, che avviluppa ed attira a sé, in modo irreversibile ed inspiegabile. E’ proprio ascoltando la sua musica, che sfugge alle porte di una chiesa, che Oscar viene attratto verso di lui, che conosce così la bella e stravagante Iris, la sorella di Eden, ed incontrerà la loro ristretta cerchia di amicizie, un inquietante circolo di personaggi, tutti legati dal filo della musica e cuciti insieme da serate passate a discutere ed a sperimentare esperienze, nella lussuosa villa Bellwether.

Il tempo rivelerà che Eden ha un disturbo narcisistico della personalità, una personalità forte ed affascinante con la quale porta il suo gruppetto di accoliti in esperienze di ipnosi e congiunzione con forze che Eden pensa poter dominare, grazie al potere della musica ed alla sua comprensione del mondo, della vita.

Oscar entrerà in contatto con un famoso specialista dei disturbi della personalità, Herbert Crest, il quale è, però, morente, per colpa di un tumore aggressivo e maligno. Ed allora Eden deciderà di guarirlo, con il suo potere ma, soprattutto, con quello della musica.

Questo romanzo è scritto bene, dettagliato e scorrevole, le scene sono tutte curate, avviluppanti, siamo attraversati da dubbi, non sappiamo dov’è la verità di questa stramba storia. Wood riesce a farci simpatizzare con Oscar, estraneo totalmente a questo mondo di ricchezza decadente ed annoiata che invade territori appartenenti alle divinità, ma non ci porta a provare totale estraneità, facciamo parte della ristretta cerchia di amici di Eden che, loro malgrado, partecipano ad i suoi strani esperimenti che, talvolta, in quella furia di autocompiacimento, rasentano il sadismo.

Se proprio dovessi muovere un appunto all’autore, è quello di non aver compattato maggiormente la parte finale, probabilmente con un ritmo più incalzante, sarei rimasto più coinvolto nel rapido evolvere, tragico, degli eventi, ad un certo punto ho avvertito una forma di stanchezza rispetto a questo universo sconvolgente. Ma parliamo di un peccato veniale, assolutamente perdonabile. Benjamin Wood ci offre un piccolo bijoux che ci dice che anche autori giovani e sconociuti, con tanta voglia di scrivere e creare, di parlare del mondo contemporaneo e di ciò che vedono, possono produrre opere letterarie di assoluta qualità. Questo libro mi ha angosciato, mi ha incollato addosso un’ansia sgradevole, mi ha avvolto in un sudario freddo da cui son uscito con sollievo.

Ora, però, Benjamin, regalami un nuovo libro e sconvolgimi ancora.

Comprensione e reciprocità…

Bisogna sbrigarsi a liberarsi dell’inquietudine di essere compresi dal prossimo. Quando comprendiamo noi stessi, il resto è totalmente irrilevante e superfluo.

Io, Alessandro Bruno

Surf…

L’equilibrio non si raggiunge rifuggendo dai marosi della vita, che, tanto, prima o poi ci raggiungeranno comunque, ma accettando che esistano ed imparando, quando possibile, a cavalcarli.

Io, Alessandro Bruno

Cicatrizzazione…

Non possiamo prevedere il modo in cui cicatrizzano le ferite che la vita ci infligge. A volte lasciano una cicatrice pulita, altre volte si infettano irrimediabilmente.

Io, Alessandro Bruno

Ossessioni…

Quando un qualcosa attira la mia attenzione e mi incuriosisce, non importa quanto tempo mi ci voglia e quanto i miei occhi siano arrossati, lo osservo, lo studio, incessantemente, fino a coglierne il segreto vitale. Se solo gli esseri umani fossero anche così interessanti…

Io, Alessandro Bruno

Altruismo…

L’altruismo smodato ed ostentato, è solo egoismo che ha paura di essere giudicato male.

Io, Alessandro Bruno

Cose sbagliate…

Son poche le cose davvero sbagliate, molto più spesso lo sono i momenti.

Io, Alessandro Bruno

Statue…

Un cuore duro è solo una statua plasmata dalla sofferenza, che non piace solo a chi ne vorrebbe approfittare ancora.

Io, Alessandro Bruno

Illusione…

L’illusione è come la muffa, cresce negli interstizi che si creano fra la cortesia e la disponibilità

Io, Alessandro Bruno