Anversa…

Ombre che si aggirano nei bassifondi notturni di un porto di una città medievale. Un’Anversa confusa di nebbia. Case di legno, onde pigre su barche ormeggiate male, puzzo di birra fresca di brassaggio e di vino dozzinale, cappellacci sdruciti e sguardi torvi. Passanti impauriti, risate sguaiate di puttane malinconiche e poche monete in tasca. Fiaccole ai muri, fumo di pece e tabacco scadente bruciato da pipe di terracotta. Ed un tavolaccio di quercia, tarlato, in fondo alla taverna, un bricco pieno di cervogia ed io, distante, ad osservare tutto questo, da solo, alla luce di una candela quasi finita.

A volte mi sento cosi’.

Io, Alessandro Bruno

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