ABBA ABBA CDE EDC

Nel lancinante buio, come scoppio balena una luce
Il mio sguardo umido, la mano tremante
Un corpo minuscolo, un vagito innocente
Di sangue plasmato dal fuoco eterno di una divina brace.

Nel cielo di marmo una promessa scolpita,
Nel silenzio assorto di una muta preghiera
Una lacrima d’oro che squarcia la sera.
Fra note di porpora e morbida seta, si accuccia la vita.

Mi cullo sognante in un antico tepore,
Come una gemma portata dal fiume
Che rotola a valle del giardino incantato

Ai piedi di un fiore di rosa appena sbocciato,
Ammiro rapito la Meraviglia riflessa da un lume,
Una piccola mano ora accarezza e protegge il mio non più inutile cuore.

Io, Alessandro Bruno

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