Monthly Archives: November 2018

Cose buone…

C’è una sola cosa buona nella sofferenza, quella profonda e devastante, quella che ti fa avere paura: che non te ne fotte più un cazzo. Di niente e di nessuno. Solo delle cose che contano.

Io, Alessandro Bruno

Dubitare…

Rimpiango solo i momenti in cui ho dubitato di me stesso.

Io, Alessandro Bruno

Abbracci silenziosi…

Chi vive di abbracci silenziosi, sarà sempre incompreso da chi parla troppo o troppo poco.

Io, Alessandro Bruno

Incomunicabilità…

L’incomunicabilità è quando le parole svaniscono come un’eco lontano e, dunque, le azioni diventano irreversibili.

Io, Alessandro Bruno

Tempismo perfetto…

Una delle lezioni più importanti che la vita ci impartisce è che un vaffanculo non è mai prematuro, altrimenti è sempre in ritardo.

Io, Alessandro Bruno

Il bene…

Il bene è il disegno tracciato dal sorriso di chi ami.

Io, Alessandro Bruno

Volere e soffrire…

Non basta volere fortemente e slanciarsi con vigore verso un obiettivo, per raggiungerlo, anzi è solo uno spreco se, prima, non si è capito ed accettato, nel profondo, quanto si è disposti a soffrire per arrivarci.

Io, Alessandro Bruno

Tempo perso…

Se non dai tu stesso valore al tuo tempo, perché sorprenderti se sei solo tempo perso anche per qualcun altro?

Io, Alessandro Bruno

Rinunce…

Le rinunce per amore sono le più dolorose, perché ci lasciano quel senso di incompiuto e la frustrazione di non sapere se avremmo potuto fare di più e meglio.

Io, Alessandro Bruno

Il Pazzo del villaggio…

Io sono sempre stato il pazzo del villaggio, quello guardato con superiorità e diffidenza, liquidato con supponenza, malcelata impazienza e con, talvolta, una sorda cattiveria che si fermava solo davanti alla malinconia che avevo negli occhi. Il pazzo noioso, il giovane provocatore, perché ero quello che gridava a tutti di muoversi, perché il tempo passava, io, proprio io, pur chiudendo gli occhi stretti stretti, da subito, lo avevo visto passare in fretta e troppo presto. Ma bisognava sforzarsi, anche di pensare, ricordare e riflettere, soprattutto di voler bene. E poi, dopotutto, i pazzi si assecondano non si ascoltano. E il tempo passava e ora il tempo è passato. E il villaggio mi ha perduto.
Ma stavolta la colpa non me la prendo, eh no, stavolta proprio no perché pure i pazzi si stancano di aspettare, mentre incollano, come ogni volta, i pezzi sparpagliati della propria solitudine, che, le persone che ha tanto amato, ritrovino, non solo per lui, il tempo che hanno irrimediabilmente perduto e sprecato.

Io, Alessandro Bruno