Monthly Archives: January 2018

Colpi e carezze…

Ho preso tanti di quei colpi che non mi fanno più male, oggi, sono sensibile solo alle carezze.

Io, Alessandro Bruno

Scelte…

Le scelte possono essere fatte o subite. Non c’è altra scelta.

Io, Alessandro Bruno

Inoculare paure…

L’affetto, quello vero e concreto, non è inoculare paure, ma lasciar provare ed esserci se le cose van male.

Io, Alessandro Bruno

Arte…

L’arte è la libertà di cercare la verità, essendo sé stessi.

Io, Alessandro Bruno

Sospiri di sollievo…

Il sospiro di sollievo più grande è, raramente, per sé stessi.

Io, Alessandro Bruno

Masochismo o tempo perso…

C’è una sola domanda da porsi per capire se una persona, un’attività, una città, una conoscenza, un’azione… è quella giusta per noi: ci rende migliori? Se la risposta è no, se non è masochismo allora è tempo perso.

Io, Alessandro Bruno

Rumore…

Spengo il rumore assordante della vacuità circostante, ascoltando la musica delle mie emozioni inconfessabili.

Io, Alessandro Bruno

Palpiti…

Mi fanno sempre tanta tenerezza coloro che hanno avuto una vita, tutto sommato, con pochi palpiti e che mi rimproverano di essere troppo ansioso e nervoso. Beati pauperi spiritu…

Perdono e memoria…

Il perdono ha a che vedere con la bontà d’animo non con la memoria, io, ad esempio, ho sempre perdonato ma non ho mai dimenticato nulla. Nulla.

Io, Alessandro Bruno

Norwegian Wood – Haruki Murakami

La mia ammirazione per Murakami è nota e resto un suo fedelissimo discepolo, avevo conservato questo libro, tanto osannato da molti come suo miglior romanzo, per leggerlo con calma, un po’ come quando conservi gli ultimi cioccolatini per quando ti viene la voglia di zuccheri, durante la dieta post natalizia. Ecco. Cosi’.

La storia è quella di Watanabe che ricorda l’epoca dei suoi vent’anni, dei suoi amici, la scoperta dell’amore, del sesso e della morte. Midori, Naoko, Kizuki e Reiko si alternano nella sua memoria di ragazzo ordinario. Elementi autobiografici sembrano evidenti, Murakami indulge nel cullarsi in tali ricordi, a mio parere un po’ troppo. Amo molto il suo stile, tutto giapponese, da cerimonia del tè, dove il tempo si dilata, non è più contato con i parametri occidentali di frenesia e sintesi, pero’ lungo tutto il libro mi sono spesso chiesto quanto, questo dilungarsi, fosse letteratura e quanto fosse invece pura masturbazione mentale da diario personale più che da romanzo.

C’è tutto, troppo, in queste quasi 500 pagine. Tumori, malati terminali, adolescenti suicidi, sesso “alla giapponese”, con la loro fissazione per gli slip delle ragazze molto giovani, sesso tout-court, innamoramento, incomprensione, musica, omosessualità, lesbiche di 13 anni che seducono donne più mature, sposate e con figli, rivoluzioni studentesche, politica, rapporti difficili genitori-figli.

Troppo, decisamente troppo perché questo romanzo possa piacermi, a meno che ogni argomento fosse stato affrontato in modo da comprenderne davvero le sfaccettature più recondite. Invece no, è un volo d’aquilone, un avanzare rapido di una videocassetta, Watanabe è un distratto passeggero del treno, vive le cose passivamente, non sembra mai toccato da esse (come spesso capita nei personaggi di Murakami, cosa tra l’altro che amo molto, perché continuo a ritenere l’estraneità alla propria realtà uno dei temi trainanti dell’epoca contemporanea).

Assistiamo quindi al lungo, fino alla noia, viaggio, tormentato ma non troppo, di Watanabe attraverso le più grandi tragedie della vita, lui non si modifica profondamente, si dispera un po’, parte in viaggio, pero’ alla fine resta solo uno qualunque, un po’ banale, su cui aleggia il dubbio che non abbia davvero capito cosa accada intorno a lui. Uno perso, come tutti noi, d’accordo, ma davvero troppo.

In conclusione, da amante di Murakami, allo stato attuale, a meno di non voler essere un radical chic a tutti i costi, questo mi sembra il suo peggior libro, quello che lo definisce meno, privo di quella genialità onirica che spande la magia letteraria dell’autore giapponese che tanti di noi ha fatto innamorare.