Daily Archives: September 8, 2017

Il Confessore – Jo Nesbo

Il Confessore è un tossicodipendente, dai capelli lunghi, come un profeta, uno di quelli che ti ispira fiducia e che puo’ dare un’assoluzione, di quelle umane, che non passano attraverso la religione ma nell’elettricità, calda e balsamica, di una comprensione profonda. Fanno la fila, i carcerati, per andare a confessarsi dal Confessore. E’ buono, mite, vende la propria falsa testimonianza in cambio di dosi di droga da consumare in galera, mentre marcisce al posto di altri, espiando colpe non sue perché, da bambino, scopri’ che il suo mito, suo padre, era un poliziotto corrotto. E tutto fini’ in frantumi, l’autodistruzione prese il sopravvento sul volerlo imitare, la droga, l’oblio, la prigione.

Poi una rivelazione, qualcuno gli confessa cio’ che, forse, avrebbero dovuto confessargli prima, cioè che era tutta una montatura che suo padre era innocente. Mai assoluzione fu più salvifica. Il Confessore evade, è lucido, ha un piano, per vendicare tutti questi delitti, questi anni di sofferenza, i mandanti di quell’omicidio di quella che era la sua vita. A dargli la caccia un vecchio collega di suo padre, qualcuno prossimo alla pensione, con la moglie che sta per diventare cieca perché non ha i soldi per farla operare, qualcuno di integerrimo.

E’ una corsa ad anticipare le mosse dell’altro, fra la ferocia dei rispettivi ruoli di assassino e di poliziotto e la benevolenza di chi ha conosciuto l’altro in un’epoca remota, quando tutto questo era impensabile, quando un bambino con il futuro ancora dipinto di rosa, incontra un collega di papà, quello buono.

Il romanzo procede con un ritmo giusto, non troppo frenetico, non troppo farcito di colpi di scena, con un velo di misurato romanticismo. E’ un piacere leggere le pagine di Nesbo in questo thriller che si legge come se non ne fosse uno, con la curiosità di scoprire l’evoluzione ma senza quella morbosità del compiacimento nel dedalo perverso della mentalità dell’assassino. E’ tutto lineare, logico, molto umano, troppo. E siamo tutti deboli, guardie e ladri.

E’ il primo romanzo di Nesbo che ho letto e non sarà l’ultimo, se il livello rimane su questi standard, capisco che il giallo in salsa scandinava sia salito alla ribalta negli ultimi anni, c’è la freddezza delle loro foreste ed il calore dell’intelligenza acuminata, come un coltello letale. Bellissimo.