Monthly Archives: August 2017

Pozioni…

La delusione è una pozione magica, che mostra ogni verità che non abbiamo voluto vedere prima.

Io, Alessandro Bruno

Cuore oltre l’ostacolo…

Cio’che ci da la forza di gettare il cuore oltre all’ostacolo è sapere che, a raccoglierlo, c’è qualcuno che amiamo.

Io, Alessandro Bruno

L’uomo che sorrideva – Henning Mankell

Avevo in linea di mira Mankell da un po’ di tempo, a seguito della sua morte, nel 2015, si era fatto un gran parlare di questo scrittore svedese noto soprattutto, ma non solo, per i suoi libri gialli. In libreria avevo sfogliato più di una volta i suoi libri ma lo avevo sempre relegato in fondo alla mia, ahimè lunga, lista di opere da leggere. Questa estate in cui ho potuto dar sfogo a tutta la mia bulimia di lettore, mi è capitato fra le mani questo romanzo, per l’esattezza il quarto della saga dell’ispettore Wallander, e non ho potuto esimermi dal leggerlo.

L’ispettore Wallander è il classico ispettore letterario, poca vita privata, molto disordinata ed approssimativa, tanto lavoro. Il classico loser a cui ci si affeziona, non è l’ispettore d’assalto arrogante, che sa tutto, è quello intelligente che snida il dettaglio, che ricongiunge i fili di una trama complessa.

In questo romanzo deve ricostruire e risalire al mandante dell’omicidio di un innocuo avvocato di provincia ed, in un secondo momento, di suo figlio, amico di Wallander che, poco prima di essere ucciso, era passato a pregare l’ispettore di aiutarlo nel far luce sul delitto di suo padre.

Una cosa che colpisce nello stile di Mankell è il taglio più letterario che tecnico. Le sue descrizioni son rapide pennellate e la struttura del romanzo è molto più ampia del semplice caso poliziesco, sfiora con leggerezza problematiche sociali e propone al lettore le connessioni che portano una società, nello specifico molto patinata come quella svedese, a fare più attenzione ad una certa categoria di persone piuttosto che ad un’altra. I colpi di scena polizieschi, quei sotterfugi da scrittore che sono spesso godibili ma che, talvolta, risuonano falsi, sono ridotti al minimo, c’è molta più psicologia e ricostruzione logica che irruzioni, perquisizioni e/o colpi di genio. La trama logica della ricostruzione dei fatti non è fitta, appassionante ed affascinante come quella di un’Agata Christie ma Mankell gioca con maestria sulla qualità e sulla profondità dell’intessuto del romanzo.

La lettura è veloce ed appassionante, non ci sono facili esche alla fine di ogni capitolo perché rimaniamo attaccati ad esso eppure si ha voglia di andare avanti, capire, accompagnare Wallander nella ricerca della verità.

Poliziesco davvero piacevole, Mankell sarà l’ennesima bella scoperta di un’estate ricca di letture positive. A storcere il naso, dopotutto, siamo bravi tutti, la difficoltà è accettare di scovare pepite. Mankell, nel suo genere e col suo stile, ne è una.

La ragazza di carta – Guillaume Musso

Musso è un fenomeno letterario da anni ormai, spesso in testa delle classifiche di vendita, almeno in Francia e, proprio per questo, ho avuto tendenza a snobbarlo, con sdegno da intellettuale che si voleva superiore alle bassezze letterarie popolari. Era, pero’, una lacuna che volevo colmare, mi interessa sempre capire sia la genesi che la permanenza nel gradimento pubblico di un certo tipo di letteratura, anche se questa non corrisponde, almeno in linea teorica, ai miei gusti.

Ho cominciato da questo libro perché mi interessava la sinossi: una ragazza che si materializza da un libro di uno scrittore in pieno blocco.

L’inizio è patinato, sembra guardare alla tv un episodio di una di quelle telenovele USA, dove tutto luccica troppo, tutti sono troppo belli, tutti sono troppo stupidi. Mi faccio forza e vado avanti, la scrittura è semplice, le pagine scorrono. Resto aggrappato al testo più per la velocità di lettura che per un reale interesse, la storia pero’ è ben congegnata, il protagonista si trova davanti la materializzazione, in carne ed ossa, di una sua creazione letteraria. Dubbi, incredulità, fuga di fronte alla realtà, amicizia in bilico e drammi finanziari, incertezza di fronte ad un amore troppo importante perché finisca. C’è tutto, troppo, eppure leggo. Tanti avvenimenti, colpi di scena, rincorse, una caccia al tesoro si snoda capitolo dopo capitolo che scivola via, come acqua fresca nella calura estiva.

Il romanzo ha un non so che di artificiale, di troppo chirurgico, sembra una ricetta magica che una volta trovata ti tira fuori la Coca-Cola e diventi ricco. Ci sono i buoni sentimenti, la speranza in un futuro migliore, insomma tutti gli ingredienti del libro di massa sono presenti. Pero’, mi sono chiesto: è questo in sé un demerito? Se Guillaume Musso si diverte a scrivere questi libri e le persone amano leggerlo, è davvero una cattiva cosa? Insomma siamo in un epoca dove sui social, masse di imbecilli si sentono fini intellettuali, dove si leggono notizie ed articolo velocemente e distrattamente, se Musso riesce ad inchiodare i suoi lettori alle pagine di un libro, è davvero un problema per la produzione letteraria mondiale?

La risposta che mi sono dato è: no. Guillaume Musso, pur riproducendo come autore, in un certo senso, il cammino tracciato da Coelho, con dei libri di facile lettura, intrisi di crema chantilly ma ben strutturati, con un messaggio soggiacente positivo, merita rispetto perché propone messaggi semplici ma sinceri. C’è gente che legge le 50 sfumature di grigio per sognare una vita sessuale, proprio non me la sento di condannare chi scrive e legge per sognare una vita migliore. Anzi, diro’ di più, dandogli tutto il peso che merita ma ne leggero’ altri di Guillaume Musso.
Alla faccia di chi deve sempre rompere i coglioni.

Buone compagnie…

L’unica compagnia che apprezzo davvero è solo quella delle persone degne di me.

Io, Alessandro Bruno

Macchina del Tempo…

Dio non permette l’invenzione della macchina del Tempo, perché il Passato non diventi troppo affollato.

Io, Alessandro Bruno

Angosce…

L’unica cosa che non riesco a tenere a freno sono le mie angosce. Arpie urlanti che posso solo combattere, lungo mille battaglie di una guerra eterna.

Io, Alessandro Bruno

La mamma dei cretini…

Vorrei spezzare una lancia a favore della mamma dei cretini che, come si sa, è sempre incinta: parliamo piuttosto dell’imbecille che, non solo la trova ancora affascinante, ma che la ingravida.

Io, Alessandro Bruno

Amori incompiuti…

L’unico vero dramma di un amore incompiuto o finito è la consapevolezza di non aver detto tutto.

Io, Alessandro Bruno

Retorica…

La retorica è il velo sottile con cui, molti, coprono la loro nuda ignoranza.

Io, Alessandro Bruno