Monthly Archives: July 2017

Resistenze…

Quando inciampiamo in una difficoltà, spesso stiamo inciampando solo nella nostra resistenza al cambiamento.

Io, Alessandro Bruno

Assassini di fantasia…

Gli assassini della nostra fantasia sono spesso coloro che ci rimproverano di non averne.

Io, Alessandro Bruno

Domande…

Le domande sono sinuose boccette di cristallo che possono contenere un solo liquido: la verità. Le risposte sono i delicati tappi che ne preservano la fragranza. Se, però, sono piccoli, inadatti, fessurati, insufficienti, allora la preziosa essenza evapora.
E resta solo il vuoto. Per sempre.

Io, Alessandro Bruno

Tramonti…

Certe emozioni sono come misteri insolubili; non vanno indagate, vanno ammirate. Come i tramonti sul mare.

Io, Alessandro Bruno

Sprechi…

Dell’umana piccolezza non è il limite a ferire ma lo spreco.

Io, Alessandro Bruno

Realizzare sogni…

Realizzare un sogno è alternare un passo razionale, nella nube emozionale di un’idea, ad un passo emotivo nell’universo della ragione.

Io, Alessandro Bruno

Bersagli mobili…

Mi piace essere sempre in movimento, cambiare, evolvere. Fa bene anche perché, per la cattiveria, l’invidia e la gelosia, un bersaglio mobile è più difficile da colpire.

Io, Alessandro Bruno

Libertà…

L’unica libertà che non mi concedo è quella di rassegnarmi.

Io, Alessandro Bruno

Eduardo Mendoza – Riña de Gatos

Questo romanzo in Italia non è ancora stato tradotto, quindi ho lasciato il titolo in spagnolo originale che, in francese, è stato mantenuto uguale e, tradotto parola per parola, significa “battaglia di gatti”.

Non sono un gran conoscitore della letteratura spagnola, ho scelto questo libro perché  qui in Francia ha ottenuto un premio (quello dei lettori della serie editoriale Point) e mi sembrava interessante la trama che vede un esperto di arte, inglese, che si trova in terra di Spagna per la valutazione di un misterioso Velasquez mentre, sullo sfondo, infuria la lotta politica che porterà alla guerra civile spagnola.

La guerra civile spagnola, come tutte le guerre civili, resta un capitolo doloroso ed oscuro della storia iberica e, per quanto sia semplice arrivare a conclusioni da libro fantasy dove il bene ed il male sono nettamente distinti e distinguibili, non è agevole individuare la genesi di un fenomeno cosi’ violento e straziante.

Il romanzo vuole essere un romanzo giallo, al centro del quale si muove il nostro esperto d’arte inglese che si trova incastrato in una trama politica, nazionale ed internazionale, molto più grande di lui e di difficile gestione.

Se l’inizio è, in un certo qual modo, intrigante ed appassionante, già dopo le prime cento pagine si comincia ad avere una certa fatica nell’avanzare e si è presto distratti, con la mente che vaga in altre direzioni. Personaggi inizialmente disegnati bene ma che non colpiscono e che lasciano poco il segno nel dipanarsi della storia, un’avventura amorosa, di una femme fatale, molto prevedibile, troppi personaggi, fra i quali ci si perde perché non si riesce ad intuire il loro ruolo, in una ragnatela cosi’ vasta.

Certo le spiegazioni di Mendoza sui movimenti opposti, comunista e falangista, dal cui attrito nascerà la guerra civile, sono senz’altro di grandissima qualità, cosi’ come le citazioni artistiche sui quadri citati nel libro, questo è un punto di interesse non di secondo piano e che vanno tutto a merito dell’autore, pero’ trovarsi, ogni tanto, nel bel mezzo di quattro, dense, pagine di spiegazioni storiche stronca il ritmo di una storia che avanza a colpetti di tosse, costretta come i bronchi di un asmatico.

In conclusione, sono arrivato alla fine del libro come se avessi appena concluso una maratona, sudato e stravolto, insoddisfatto come dopo aver spento una sigaretta troppo leggera, con qualche minima curiosità storica da approfondire ma con la sensazione, terribile, di non aver imparato niente e di non essere uscito arricchito, da un viaggio decisamente troppo lungo.

Forse è per questo che non è mai stato tradotto in italiano.

Ridere…

Mi piace ridere e far ridere. Ad intristire ci pensano già in troppi ed a me non piace mischiarmi con la massa.

Io, Alessandro Bruno