Monthly Archives: January 2017

La mia sensibilità…

La mia sensibilità è come una favola per bambini: per molti o non esiste o puo’ passare in secondo piano.

Io, Alessandro Bruno

Interiorità profonde…

La sensibilità, presunta, per alcuni è diventato il paravento di ogni sciocchezza, pensata o fatta. A quanto pare c’è gente dall’interiorità talmente profonda, che ha il cervello collegato direttamente col culo.

Io, Alessandro Bruno

Silenzi…

Più che le tante parole, amo ascoltare i silenzi. Mi raccontano meglio la verità di chi ho di fronte.

Io, Alessandro Bruno

Punti…

Se non impariamo ad usare i nostri punti forti, gli altri impareranno ad usare i nostri punti deboli.

Io, Alessandro Bruno

Tempo perso…

E’ sempre tempo perso quando non ti resta niente da ricordare.

Io, Alessandro Bruno

Momenti estremi…

I momenti estremi arrivano nella nostra vita perché possiamo guardare in faccia la nostra vera natura. L’umiltà serve poi ad imparare sia a conoscerla che ad accettarla.

Io, Alessandro Bruno

Coerenza incompresa…

Essere coerenti non significa essere sempre uguali a sé stessi, quello significa essere noiosi.

Io, Alessandro Bruno

Spudoratezza…

Bisogna sempre essere spudorati. La verità è sempre nuda, sono le bugie che la coprono.

Io, Alessandro Bruno

Mani…

Se mettiamo la nostra vita nelle mani di chi ha mani incerte e tremanti, non meravigliamoci che, poi, cada a terra e si rompa.

Io, Alessandro Bruno

Conformisti e costipazione esistenziale…

Ho dovuto quasi nascondere, per anni, che sono un curioso, dispersivo, entusiasta. Mi piace approfondire, leggere e studiare cio’ che mi titilla, ascoltare la musica che mi riempie e mi ispira, riempirmi la mente di densità, di tele e pagine stampate, amo farmi sparare in pieno petto da emozioni. Saltare fra idee e spunti di colore, suoni e lettere, in una danza, inebriante ed onirica delle uniche cose che, con un passato sempre più lontano ed un futuro sempre più inconcepibile, per me, davano e danno senso al singolo istante presente.
Per orde di macachi aridi, vili e conformisti, attaccati alla loro bieca interpretazione contabile della vita, era una perdita di tempo di cui me ne sarei dovuto vergognare. Troppo fuori schema, uno stivale sporco in mezzo al reggimento. Un tragico belato mancante.
Stolti, ma come potrei mai vergognarmi della mia autenticità, fatta di sensibilità, sangue, cultura e arte?
Del resto, come avrebbero potuto capire?
E, mai come oggi, che sono, o mi sento, profondamente libero, cago loro in testa. A tutti.

Con profondo e sincero disprezzo,
Vostro
Alessandro