Monthly Archives: May 2015

Stare e dimenticare…

Star male è terribile, non riuscire a dimenticare di esserlo è, forse, peggio.

Io, Alessandro Bruno

Heysel 29/5/1985

30 anni fa ero un bambino davanti alla televisione per guardare una partita di calcio della mia squadra del cuore. Fui invece testimone di una strage : assalti, muretti crollati, disorganizzazione, alcool, inglesi impazziti, polizia inesistente, 39 morti ammazzati dalla stupidità umana.

Dopo 30 anni ancora leggo e vedo gente che odia visceralmente, in maniera animale, non solo popoli, colori di pelle, religioni, simpatizzanti politici ma persino una squadra, un tifoso, una maglia e mi dico, con amarezza, che un nuovo Heysel aspetta di deflagrare nuovamente.

Per me il calcio resta calcio, una passione da vivere con gioia, l’odio ho difficoltà a concepirlo per altri domini, figuriamoci per uno sport dal quale aspetto qualche ora di palpitazione, sorrisi, qualche lacrima idiota, un abbraccio con un amico, uno sfotto’ con un avversario.

Io non dimentico. Non dimentico niente. Quei 39 morti ce li ho scolpiti nel cuore.
E la gente che semina odio e violenza, ancor più nello sport, mi fa schifo oggi come mi fece schifo 30 anni fa.

Correre…

Correndo ho perso un kilo, lui s’è incazzato, ha chiamato gli amici e m’hanno rincorso fin quando non m’hanno raggiunto e mi hanno gonfiato.
La corsa è uno sport troppo pericoloso e violento per me.

Io, Alessandro Bruno

Bombe ad orologeria…

Gli imbecilli vanno tenuti lontani finché si ha tempo. Sono bombe ad orologeria che, prima o poi, faranno esplodere i tuoi nervi.

Io, Alessandro Bruno

Pompieri del sorriso…

I pompieri che spengono, nel tempo, il nostro sorriso non sono tanto i problemi da risolvere o i guai, ma le persone sempiternamente lamentose o nervose.

Io, Alessandro Bruno

Finta di niente…

Più tu fai finta di niente e più il niente s’impossessa di te.

Io, Alessandro Bruno

Flip a coin…

Lancio monete per decidere se disprezzo più i falsi eroi o i veri vigliacchi.

Io, Alessandro Bruno

Pillole di pazienza…

Ieri ho incontrato uno che, con serietà, come se lavorasse, ha tenuto a spiegarmi come sono fatte le donne. Lui. A me. Senza un vero perché. E invece di dargli una, liberatoria, testata nelle gengive ho dovuto anche far finta di ascoltarlo con attenzione.
Sarà che sto invecchiando ma la vita sa essere molto ingrata a volte.

Smettere di subire…

La libertà vuole coraggio e sacrificio, decidere di smettere di subire significa sanguinare molto di più che cicatrizzare costantemente i continui piccoli tagli della rassegnazione.

Io, Alessandro Bruno