Monthly Archives: February 2015

Democrazie cosi’ democratiche…

Viviamo in democrazie talmente democratiche che dobbiamo giustificare ogni opinione non allineata esordendo con:”Posto che non sono razzista, antigay, antisemita, islamofobo, nazista, intollerante, antioperaio, antivegano, antipuffi, marzianofobo…”

Io, Alessandro Bruno

Salti nel buio…

Amo saltare nel buio, per vedere la luce di chi mi afferra. E se non ci sarà nessuno a prendermi, allora non avrò perso nulla.

Io, Alessandro Bruno

Prevenzione…

Un vaffanculo preventivo non è quasi mai sprecato. Nella vita imparare il valore della prevenzione, non solo nel sesso, è importante.

Io, Alessandro Bruno

Giustizia…

Cio’ che davvero mi separa da molti non è tanto l’interpretazione della giustizia, quanto quella dell’ingiustizia.

Io, Alessandro Bruno

Sottomissione – Michel Houellebecq

Leggo Houellebecq da anni, con passione ed un pizzico di devozione perché ritengo sia uno dei pochi scrittori contemporanei, forse l’unico, capace di intercettare la realtà, in particolare nei suoi aspetti squallidi e frustrati, con lucidità e senza false lenti rosa che devono, a tutti i costi, tradurre in frasi corrette e non scioccanti, un malessere che, per quanto ce lo si nasconda, esiste, trasversale ad ogni esistenza e cultura.

Houellebecq racconta la vita, da sempre, immaginando scenari che sposano il paradosso per meglio descrivere banalità che sembrano paradossali ma che invece coincidono con un quotidiano tristemente ben reale. Lo ha fatto in ogni suo romanzo, lo esalta in “Plateforme“, lo ripercuote ne “La possibilité d’une île” e lo fa, ancora una volta in “Soumission“.

Ho comprato il libro a prescindere dagli attentati recenti di Parigi, lo avrei comprato comunque perché amo Houellebecq e ritengo meriti di esser letto appena possibile, pero’, ammetto che l’urlante e scimmiesca comunità che urlava al pamphlet razzista ed islamofobo ha aggiunto un leggero velo di curiosità voyeuristica in più, come quel tocco di latte in un té inglese.

Il libro narra la storia di un professore universitario, gran conoscitore di Huysmans e dalla vita non particolarmente densa di emozioni positive, insomma un personaggio tipicamente houellebecquiano senza particolari novità; stavolta pero’ lo scenario in cui viene sprofondato questo personaggio, sempre in bilico fra una depressione senza slanci suicidi ed un distacco snob dalla realtà, è quello in cui un fantomatico partito islamico prende il potere in una Francia che, piaccia o no, è sempre più alla ricerca di una nuova identità.

Il libro plana su questo nuovo scenario con uno stile tipico di uno scrittore che ha fatto del sarcasmo e dello stupore uno scudo, molto probabile, alle sue stesse debolezze e dubbi. Da una prospettiva soggettiva, seguiamo i passi di questo professore, fra reminiscenze universitarie, riconfigurazioni sociali, riflessioni religiose (la scrittura di Huysmans era pregna di spunti mistici), incontri fortuiti con le mediocrità che ognuno di noi incrocia, ahimè, nel proprio quotidiano. E’ un personaggio pieno di perplessità rispetto a questa nuova realtà a cui è confrontato, perplessità che non hanno nulla a che vedere col pregiudizio ma con la semplice sorpresa che qualunque (e sottolineo la parola “qualunque”, giusto per i perbenisti e falsi eroi) essere umano proverebbe nel caso di stravolgimento della realtà in cui è abituato a vivere. Non credo esista nessuno che con leggerezza e gaia umanità si plasmerebbe immediatamente in un contesto completamente diverso da quello in cui si muove da decenni e così succede al personaggio di Houellebecq, né più né meno. Le sue riflessioni sono ben esplicitate e, grazie ai suoi occhi vediamo uno spaccato di una realtà fantasiosa si, ma non così assurdamente impossibile come vogliono farci credere gli ignoranti manipolatori di menti semplici da show televisivo.

Insomma, tanto rumore politico per nulla, questo nuovo romanzo di Houellebecq è ancora un altro pezzo di un mosaico letterario di uno spessore ineguagliato da scrittori contemporanei, non c’è traccia di alcuna forma di razzismo, se non per occhi malevoli che vogliono buttare in caciara anche la letteratura per sentirsi meno idioti e meno isolati, non c’è null’altro che ottime righe scritte da un genio che deve essere infangato perché è semplicemente superiore a tante menti che vorrebbero convincerci della loro capacità di elaborare pensieri intelligenti ma che invece continuano a vomitare banalità cerebrali ad uso e consumo dei loro simili.

Sottomissione non è il miglior libro di Michel Houellebecq che, a mio parere, da “La carte e le territoire” ha smarrito quella cruda brillantezza che ha così mirabilmente caratterizzato la sua produzione precedente, è un libro che naviga nelle acque sicure e piacevoli disegnate dalla penna di un Maestro della pittura scritta, la terraferma è sempre visibile e non c’è quel rischio letterario che trasmetteva quel fremito, quasi indecente, nella lettura degli altri libri. Certo, resta un ottimo libro che consiglio di leggere anche solo per bearsi della fluidità di scrittura e di pensiero, è un romanzo che ho goduto come avrei goduto, indipendentemente dal soggetto trattato, la lettera di un vecchio amico che stimo ed apprezzo. Poi, certo, se oggi non si può neanche parlare di Islam, pur senza offenderlo, senza incorrere nella fatwa dei benpensanti politically correct pronti a puntare il dito contro chiunque non si uniformi al pensiero dominante dell’imbecillità buonista, beh allora non è finita la libertà di parola, è finito proprio l’essere umano.

Lunga vita a Michel Houellebecq, un principe della letteratura moderna, alla faccia di chi vuole male, a lui ed a tutti noi che amiamo la letteratura ma soprattutto la libertà.

Fottetevi.

Irreversibilità…

C’è sempre tempo, per ogni cosa. L’unica misura del “tardi” è l’irreversibilità.

Io, Alessandro Bruno

Freddo e calore…

Nel freddo dello sconcerto non esiste aiuto più grande del calore dell’affetto.

Io, Alessandro Bruno

Perdonare…

Molti credono di perdonare, invece concedono solo un momentaneo e logorante sconto di pena.

Io, Alessandro Bruno

Volti troppo seri…

Dietro i volti troppo seri si nasconde la facezia del destino che si prende gioco di loro.

Io, Alessandro Bruno

Distacco ed indifferenza…

Io sono un passionale, il distacco mi appartiene solo quando raggiunge l’indifferenza.

Io, Alessandro Bruno