Daily Archives: November 28, 2012

Aleph – Paulo Coelho

L’essere umano spesso cerca le risposte alle tante domande inesprimibili che si pone, nell’interno del proprio animo, nella calda sicurezza di una casa lontana da tutto, nella contemplazione del proprio io.

Eppure c’è un momento in cui si ha la percezione esatta che questo status di isolamento comincia a rimandarci risposte che altro non sono se non la proiezione distorta di silenzi. E giriamo in tondo. Insoddisfatti, sul bordo dell’incomprensione, scivolando sullo specchio del riso sardonico degli enigmi esistenziali. Finché non ci rendiamo conto che, spesso, le risposte che cerchiamo riposano in luoghi e persone che son lontane dal nostro quotidiano.

Essere spaesati per ritrovarsi. Il viaggio alla ricerca di se stessi e di altri che possano indicarci una strada misteriosa ed invisibile già scritta su un libro troppo denso e pesante per esser sfogliato da mani umane. Incontri casuali e condivisione di dolori passati, di reincarnazioni, di saggezza volata via.

Tutto questo incastrato in qualche centinaio di pagine che ci raccontano il viaggio di Coelho stesso sulla transiberiana, il suo incontro con un interprete cinese ed una ragazza turca innamorata di lui, di un riverbero di una vita passata. Con lo scorrere del treno sulle rotaie, scorrono anche le pagine, attorno all’Aleph, quel luogo indefinibile dove si concentrano tutte le esperienze umane, tutte le storie vissute, le lacrime versate, gli amori consumati, bruciati e riesumati, il luogo di tutte le colpe e di tutti i perdoni. Il luogo assoluto.

Ambizioso progetto che Coelho porta avanti con il suo stile abituale, giusto a metà fra il religioso e il pagano con venature di chiaroveggenza che affonda le radici in conoscenze passate. Avevo molto apprezzato L’Alchimista, il suo libro più famoso. Avevo molto meno apprezzato Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto. Ed anche in Aleph mi sembrava di rileggere l’Alchimista, condito da un’altra salsetta mistica, senza sale, senza pepe, senza un vero gusto.
L’intimismo per i poveri di spirito, questo m’è sembrato questo libro che affronta molti fra i massimi sistemi esistenziali ma senza la profondità filosofica né la ferocia letteraria del grande romanziere. Un raccontino di un’esperienza, un diario di viaggio, la testimonianza di una propria riflessione. Si, d’accordo, è molto bello sapere il nostro prossimo cosa ne pensa delle esperienze impercettibili dai sensi. Ancora più bello è ricordare agli esseri umani che non si è fatti di sola ragione, che c’è una forza misteriosa che ancora non abbiamo rinchiuso in una definizione, in uno schema fisico che possa spiegare i sentimenti e la loro natura. E io rendo omaggio a questa missione che Coelho si pone.
Però un atroce dubbio mi assale: se Aleph fosse stato scritto dal signor Gennaro Esposito, geometra, un editore, avrebbe pensato di trovarsi fra le mani una versione moderna del Vangelo o un’immane cazzata?

Continuerò a pensarci su, intanto torno a leggere filosofia e letteratura. Quelle vere.

Aleph