Monthly Archives: May 2012

L’ora di leggere…

E’ ora di leggere quando hai una domanda indefinita la cui risposta riposa nei pensieri di un altro.

Io, Alessandro Bruno

Il Silenzio

Conosco una città
che ogni giorno s’empie di sole
e tutto è rapito in quel momento

Me ne sono andato una sera

Nel cuore durava il limio
delle cicale

Dal bastimento
verniciato di bianco
ho visto
la mia città sparire
lasciando
un poco
un abbraccio di lumi nell’aria torbida
sospesi.

Giuseppe Ungaretti 

Parole e silenzio…

Io vivo di parole e per le parole ma ci son momenti in cui alcune cose vanno dette restando in silenzio.

Io, Alessandro Bruno

Diversamente calmo…

Non so perché mi si dice spesso che io sia facile all’iracondia.
Io non sono incazzoso, sono solo diversamente calmo.

Io, Alessandro Bruno

Jogging

Dopo un periodo di eccessi sento sempre il bisogno di fare attività fisica, depurarmi, un modo, credo, di chiedere scusa al mio corpo.

“Vedrai, il jogging ti da un piacere paragonabile a quello del sesso”, questo mi dicevano.

E io li ho creduti; ed oggi, ad ora di pranzo, in una tenuta dignitosa e con la musica dei Led Zeppelin nelle orecchie, ho cominciato a correre.

Poco più di 10 km in poco più di un’ora. Un’esperienza mistica. 

Circa al km 3, nei pressi di alberi di olivo, comincio a sudare birra. Rashida, una signora tunisina che passava di là, lascia l’Islam ed abbraccia la nuova religione. Mi asciuga il viso con un lenzuolo in cui s’imprime la mia immagine barbuta. Da domani sarà esposto nella Moschea di Parigi. Altri fedeli raccoglievano il prezioso liquido ambrato in sacre urne a forma di boccale da un litro.

Intorno al km 5, sui bordi della Senna, ribatezzata Tiberiade, moltiplico le pizze con la parmigiana di melanzane e le prosciutto e funghi che distribuisco ad un popolo affamato di kebab e fois gras. 

Sulla via del ritorno un buon ladrone attenta al mio ipod preistorico, con la semplice imposizione delle mani l’ho guarito dalla sua cleptomania, ora pascola sui verdi campi dell’onestà.

Quasi alla fine, in prossimità della collina che da oggi tutti chiamano Golgota, i bronchi mi restituiscono stecche di Marlboro sigillate, col numero di serie americano. 

“Vedrai, il jogging ti da un piacere paragonabile a quello del sesso”, questo mi dicevano.

E’ vero. Ma è il piacere di fare sesso per più di un’ora con Moby Dick che ti dice: “Ora io sopra pero’”.

Chiamatemi Achab.

Giudizio e pregiudizio…

L’assenza di giudizio e pre-giudizio è, per me, l’unico modo per intercettare l’essenza vera della libertà, almeno della mia, senza vestirla d’ipocrisia.

Io, Alessandro Bruno

Porte e cristalli…

Ci son porte dietro le quali i cristalli brillano di una luce abbagliante. E’ tempo di andare.

Io, Alessandro Bruno

I buoni pranzi…

I buoni pranzi sono un sussurro sensuale nell’orecchio sensibile del palato.

Io, Alessandro Bruno

Un sorriso sincero…

Un sorriso sincero è il tempio della verità. Un labirinto in cui mi perdo felice, innamorato della luce.

Io, Alessandro Bruno

Sono un esteta…

Io sono un esteta, la bellezza mi stravolge. Non ci posso far nulla.

Io, Alessandro Bruno