Monthly Archives: April 2012

Ponti…

Ci son ponti sotto i quali si puo’ dormire senza dover esser necessariamente povero, quelli feriali per esempio.

Io Alessandro Bruno

Leggere libri…

Non è importante la quantità di libri che si leggono ma quanti se ne capiscono.

Io, Alessandro Bruno

Attese deluse…

Non mi aspetto più che gli altri mi sorprendano, m’inquieto pero’ quando non ho più la forza di farlo neanch’io.

Io, Alessandro Bruno

Una discussione appagante…

Stamattina ho discusso, per ore, con qualcuno di veramente intelligente. Un discorso lungo, appassionante, raro. E’stato deludente quando mi hanno detto che parlavo nel sonno.

Io, Alessandro Bruno

La retorica…

La retorica nutre ciclicamente gli animi immobili di immemori spiriti diabetici.

Io, Alessandro Bruno

Una notte letteraria…

Avrei voluto passare una notte letteraria con Henry Miller in un bordello di Parigi. E, bevendo vino, rubargli una linea.

Io, Alessandro Bruno

Lunedì

Lunedi’, lunae dies, il giorno della luna, un giorno terribile per un lunatico con la luna storta.

Io, Alessandro Bruno

Meglio esser pazzo…

Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui!

Friedrich Nietzsche

Sembrare intelligenti…

Molti, per voler sembrare intelligenti a tutti i costi, svelano la propria stupidità anche a chi non se ne sarebbe accorto.

Io, Alessandro Bruno

Joseph Conrad

Incontrai Joseph Conrad in un pigro pomeriggio adolescenziale. Per caso, guardando stancamente nella libreria di mio padre, cadde dall’ultima scansia un volumetto piccolo, un po’ stropicciato, un’edizione economica di Tifone. “Perché no ?”, mi dissi e partii per un lungo viaggio che duro’ una giornata ma che poi non è mai finito. E fece di Conrad uno di famiglia, un vecchio zio strampalato che, dalla sua poltrona lisa accanto ad un camino, racconta dei suoi viaggi, dei suoi mondi.

La vita di Conrad è di per se un romanzo. Orfano di entrambi i genitori a 13 anni, fuggi’ dalla sua  Polonia per non essere arruolato nell’esercito zarista. Mare, brigantini, Francia e Venezuela, forse traffico d’armi, come Rimbaud, la vita da bohémien a Parigi e i debiti di gioco. Un tentato suicidio e a 36 anni il suo primo romanzo. Tanto da dire, tanto da raccontare, in una lingua, l’inglese, che non era la sua ma che spadroneggiava come Apollodoro con i chiaroscuri.

Io non mi stancavo e non mi stanco mai di ascoltare la voce vellutata e ricamata di questo zio viaggiatore. Incantato di fronte al mondo rivoluzionario e intricato dei percorsi di Nostromo ho imparato a scrutare ancora meglio nell’animo umano, nei giochi di potere, nelle differenze sociali, nei motori che spingono l’ambizione, la violenza, le disparità. Come in un ballo, quasi rituale, a bocca aperta. Oh Nostromo se avessi il tuo coraggio, la tua forza ! Oh Nostromo, quanti dubbi, quanto forte è la tentazione di vivere d’avventura e di ricchezza ! E l’amore delle donne, il rispetto della gente! Umanità povera, ricchi umani e l’abbagliante richiamo dei lingotti. Quant’è dura la vita di Nostromo, di chiunque, la mia.

Poi tornare a casa, mettersi sotto le coperte per ritrovare le forze, rigenerarsi prima di un nuovo lungo viaggio, quello più terribile e più affascinante, un viaggio nel Cuore di Tenebraun viaggio nel cuore di ogni uomo, nelle caverne profonde nascoste all’interno di noi. Magia e stupore, ansia, angoscia ed atmosfere cupe. Cuore di Tenebra è poesia, jungla, vino, alcool, magia. E’ l’avventura umana cantata, descritta, vissuta. Come musica il tam tam, dalle profondità del paesaggio selvaggio o, forse, un battito di cuore amplificato che rimbomba nelle orecchie. Non lo so, non lo sai, ma avanzi, a colpi di machete, sospeso ad una liana e giù il burrone delle domande che non trovano risposte se non, forse, nella follia.

Cuore di Tenebra ha visto la luce nel 1899, ha ispirato il film di Coppola, Apocalypse Now dopo 81 anni, nel 1979. Anni che hanno attraversato l’animo umano come una spada ma Cuore di Tenebra è sempre attuale, moderno, ultramoderno, contemporaneo, eterno, eterno come Joseph Conrad, quel vecchio zio strambo che, dalla sua poltrona lisa accanto al camino, racconta meraviglie e insegna la vita.